È una piccola raccolta di pochissime info, forse più impressioni di viaggio. Per me, perché mi piace ricordare, per gli altri, se possono servire, ma almeno li ho qui i piccoli giri fatti, e rileggendoli mi ritornano in mente le sensazioni provate in questi posti...

viaggiare, viaggiare, viaggiare...


Baleari-Genova

Inizio con il fine vacanza, o meglio, la seconda parte della vacanza, quella prevista e pensata già mesi prima.
Prossimanete anche la prima parte!
Da dove inizio visto che non è un inizio?
Direi da dove si doveva partire: Malpensa.

Venerdì mattina, arrivo a Malpensa in perfetto orario per poter prendere l'aereo che mi porta a Palma de Mallorca.
Ovviamente le barche non sono a Mallorca ma Minorca... e quindi inizio con il portarmi in città, dove mi tocca prendere un bus per raggiungere Alcudia, dove parte il traghetto.
Per fortuna i bus (TIB) ci sono e costano poco. Raggiungo Alcudia e il terminal traghetti, il mio parte tra un'ora (tutto calcolato!) Iscomar: Alcudia-Ciutadella 46.00 euro... non poco questo, però il panino a bordo era vero!
Arrivo a Cuitadella, ormai è sera, ma il paesino sembra molto carino, ovviamente le barche non sono qui, ma a Mahone... Altro bus, altra ora per arrivare, ma alla fine li raggiungo, mi vengono incontro lungo le vie del paesino, è ora di cena ormai.
Si prende il tender e si raggiungono le barche!
Finalmente arrivata, è venerdì e sono le 22 di sera... pensare che per arrivare qui sono partita il mercoledì dall'altra parte del mediterraneo!

Mahone
Cittadina carina, il centro è molto grazioso e pieno di bar che preparano ottimi spuntini!
Molto carino il mercato che viene fatto all'interno della Claustre del Carme, non solo mercato, ma anche centro culturale, alla sera viene utilizzato anche per spettacoli e devo dire che la fotografia rende molto.



E poi, visto la Regata storica in atto, la sera la passeggiata lungo le banchine è d'obbligo! E con un tocco di "machissenefrega" (e con una bella faccia da tolla) siamo riusciti a salire e passare una bella ora su una delle barche della Marina Italiana che partecipava alla regata.
Tutti con l'ansia di lasciare impronte sul teck lucido e perfetto!!!!!

Ottima Paella mangiata lungo il Moll de Llevant, e devo dire anche il vino molto buono (purtroppo non ho preso il biglietto e non ricordo il nome...).

Cuitadella
Con solo un'ora di bus si attraversa tutta l'isola e si arriva a Ciutadella, paese molto carino, con molte case antiche e belle stradine lastricate di pietra bianca.
La caratteristica di questi due paesi è che sono nati tutti e due su insenature naturali, dei canali molto stretti dove non pensi possa passare un traghetto (e invece si!) e con il paese che da lì sale e cresce.
Lungo le passeggiate si possono trovare moltissimi posti dove si possono assaporare i Tapas (fatelo, sono troppo buoni!!!!), sorseggiare della cerveza, e ovviamente comprare le minorchine, tipiche calzature di Minorca.

Lunedì
È giunta l'ora di prepararsi alla partenza, e quindi oggi niente giri, ma cambusa, carburante, ultimo giro per controllare che la barca sia in ordine, che vada tutto bene, questa notte si dormirà all'ancora in qualche caletta nella parte sud dell'isola (il posto barca non è di certo economico in spagna, o meglio, alle Baleari...).



Devo dire che fare la spesa e poi portarla con il tender... ha un'altro sapore!

E allora si parte, non si toccherà più terra per un pochino di giorni, dopo questa notte dove ci si riposa, si partirà per attraversare fino alla costa francese o italiana (dipenderà dal vento, dal mare, da noi...).
Con molta calma, nel pomeriggio togliamo gli ormeggi e partiamo verso sud, già uscendo dal canale e avvicinandosi al mare aperto si sente l'onda e il vento che arriva dal Golfo del Leone. Ma noi scappiamo subito, passiamo il capo e ci rifugiamo verso una delle calette, ovviamente non è così facile trovarne una libera, ma alla fine troviamo il posto che ci aggrada, un gavitello ci assicura per la notte.



E quindi stasera si apre la bottiglia di vino, nelle prossime serate si faranno i turni, bisognerà essere attenti, stare svegli e quindi oggi il vino ha un gusto particolare, ovviamente un brindisi anche con il mare.

Martedì
Il Leone lancia ancora le sue grinfie fino a noi, la partenza vera si farà nel pomeriggio, e quindi non ci resta che esplorare le calette e trovare un bel posto per fare un ultimo bagno in terra minorchina, acqua azzurra e trasparente, una bella scogliera, la cornice giusta.


Relax! o forse... Vacanza!

È ora, si parte veramente!
Ci riavviciniamo al capo, il vento e il mare aumentano, ma ormai è tutto gestibile, solo l'onda lunga (ovviamente contro), ma tutto sotto controllo, basta capire come prenderle (facile a dirsi... ma a farsi...), si iniziano i turni, io con Robi e la Ba con Flam, iniziano loro, noi verso le 21 andiamo a stenderci per prendere il ritmo delle notti dormite ad intervalli, 3 ore alla volta.
Classica frase: -Per qualsiasi problema chiamate-
Dopo 10 minuti: -Robiiiiiiiiiiiiii-
Si, ho sentito il colpo, più forte di quello di un'onda, ma... cosa vuoi che sia capitato? Esco anche io, o meglio cerco di uscire dal tambuccio, ma la randa occupa lo spazio, cos'è successo?!
È scesa la randa, è saltata la drizza.
E ora?
Bella domanda, ci si chiede come poter recuperare la vela senza salire in testa d'albero, usando altro... ma il buio, il vento, le onde... rimandiamo il tutto al mattino, con la mente fresca, si accende il motore e si continua.
Bell'inizio!
Intanto tutti, nella loro mente fanno girare le rotelline per capire come sistemare il danno...
Il resto della notte passa tranquillo, la prima notte si sente sempre un pochino il sonno, manca ancora l'abitudine ai ritmi.

Mercoledì
Sveglia, ultimo turno, alba, mare, il vento e l'onda sono calati, ora possiamo veramente capire cosa è successo, tiriamo via la drizza che penzola dall'albero ormai inutile; le troppe regate, il troppo sole e sollecitazioni, si è sfilacciata.
Pensiamo alle altre drizze che abbiamo a disposizione, ancora 2, sono quello dello spi che tanto non abbiamo, aspettiamo che anche Flam si desti dopo le poche ora di sonno e ci azioniamo.
Alla fine abbiamo deciso di provare a girare una delle drizze dello spi, e ribaltarlo in testa d'albero per usarlo con la randa. Mi offro per salire (ormai mi ci sono abituata in grecia!), prepariamo gli attrezzi che possono servire, tiriamo fuori il "pannolone" che funge da imbrago, devo dire che abituata a quelli da montagna... come dire, sembrano veramente dei pannoloni! Ma ormai il mare è calmo, il vento quasi nullo. Salgo, bella però la vista da qui, anche perché ormai la terra non si vede più, solo mare a 360°, bello e affascinante, indescrivibile, il lavoro non è poi così difficile, solo attenzione a non farsi sfuggire le drizze.
Ok, è fatta, abbiamo la drizza!
Ma ora manca il vento!!!!!
Aspettiamo, è l'unica cosa che possiamo fare.
Ci si rilassa (non troppo), si legge, si guarda, si studia la rotta, si aspetta la sera.


Iniziamo a vedere qualche altra vela che segue il nostro itinerario, anche loro attraversano il Golfo.

Giovedì
Anche oggi sveglia all'alba, anche oggi si vedrà solo mare, si sentirà solo vento e l'acqua che scorre sotto la barca, ma ora possiamo usarlo il vento, la randa è a posto.
Il giorno passa veloce, osserviamo il mare, questa enorme massa che incanta come le fiammelle del camino.
Il mare in certi punti è un ribollire, poi capiamo, sono le cacce dei tonni, alle acciughe, in tondo fanno ribollire tutto, piccoli gruppi, li vediamo per tutto il pomeriggio, tentiamo anche noi la caccia, ma la nostra esca non piace, molto meglio le acciughe!!!!!
E anche oggi arriva la sera, veloce, ormai stiamo entrando in questo ciclo di sveglie e sonni, di turni, cibo, libro, rotta, mare, timone...
In serata mettiamo ancora la nostra ultima tanica nel serbatoio, siamo andati a motore parecchio tra la prima notte e la prima giornata senza vento e, senza sapere quanta ne abbiamo, mettiamo l'ultimo carico, ormai la costa è vicina e abbiamo tutte le vele, non siamo più in pericolo di rimanere in mezzo al mare!!
Iniziamo a vedere in serata le prime luci, i primi fari...
Strano ormai (anche se sono solo 2 giorni) rivedere qualcosa che non sia il solo mare.

Venerdì
Ormai costeggiamo la Francia, la nostra idea è ormai di tener duro, giusto una scappatina a terra a far carburante e poi dritti verso Genova, ormai i turni alla sera non pesano più, è normalità, si sta' bene, e alla fine non sentiamo il bisogno di scendere a terra.
Mentre siamo fermi a "far benza" mi viene la voglia di gelato, cosa che mi costa quasi lo sbarco lì... faccio un salto al chiosco sulla spiaggia a un centinaio di metri, prendo il gelato e corro indietro, giusto in tempo per vedere Flam che molla le cime di ormeggio e la barca che si allontana dalla banchina.
Ma come?
Mi lasciate qui?
Salto sul pontile della Guardia Costiera francese (con omino in divisa dietro), Robi si avvicina con la prua, passo i gelati e salto sul pulpito!
E via anche questa è fatta, ma quanta fatica x un solo cornetto!!!!!
Ovviamente al distributore hanno preferito il super ferro da stiro che ci lascia 1000000000000 euro piuttosto che aspettare 2 secondi che io salissi a bordo.
Ormai siamo in acque italiane, la sera cala e il tramonto scende con colori splendidi scandendo perfettamente il profilo delle montagne sul cielo.
Riconosco a fatica i posti, ma poi mi ci trovo, non è facile, dal mare sembra tutto diverso, ha tutto un'altro aspetto.
Nottata splendida, la termica che ci accompagna, l'onda inesistente, la barca che viaggia, che scivola sul pelo dell'acqua, liscia... il timone morbido... le stelle che guidano... l'aria cala...

Sabato
Ci si avvicina alla meta, Genova è davanti a noi, mentre la costa contiuna a scorrere al nostro fianco, lentamente come solo una barca può fare, lasciando il tempo di gustare il tutto, di percepire i particolari, ma ti muovi...
In tarda mattinata entriamo alla marina dell'aeroporto, strana sensazione, è casa ormai. Vuol dire che tutto è finito, questa volta non si parte per prendere un altro aereo e andare da un'altra parte, ma per tornare a casa.
Anche se è bello tornare a casa, come sempre... non si può partire se prima non si è tornati!
www.sailactivity.com

e grazie ZiaEgi, che come al solito mi fai sentire a casa!

Raduno di Macinaggio - Trofeo "Pasini"



Nuovamente in barca, nuovamente in Corsica.
Ho racchiuso in una sola volta 2 cose a me care, la vela e la corsica!
Già, e arrivarci dal mare (non in traghetto intendo), ma da una barca a vela, è ancora più bello. Ci arrivi piano, gustandoti i profili fumosi che piano piano si delineano, accompagnati da pesci luna e delfini...



Questa volta la meta è Macinaggio, la scusa il Raduno del Trofeo Pasini, 35 barche in regata da Genova a Macinaggio.
Ovviamente la prima cosa da fare è sedersi in un dehore ammirando il mare sorseggiando un Pietra.
Il posto è piccolo, classico paesino da "dito", il porto ora pieno di barche, di persone, il clima è quello giusto, sole e caldo, ma non troppo, quello che ti permette di andartene in giro e di farti un bagno ma senza grondare sudore.
Non ho provato i ristorantini del luogo, ho solo assaporato la birra, e anche dei buoni caffé, in paese ci sono panetteria, pescheria e supermercati, unica cosa che non ho trovato sono invece i bancomat, quindi d'obbligo munirsi della moneta se si vuol rimanere qualche giorno!



Visto che il tempo, a livello marinaresco, non era clemente, ci siamo affittati in 6 un taxi (100 euri A/R da dividere) per raggiungere il paesino di Centuri, molto più turistico di Macinaggio, con un bel porticciolo e molti ristorantini che ti offrono la loro specialità: Aragosta. Ovviamente tutti hanno il menu turistico e altre specialità di pesce, per una suop de poisson mi hanno chiesto 15 euri, mentre il mix con aragosta ne costava ben 35, ma chi l'ha provato dice che merita!



L'ultimo giorno invece... spettacolo, sole, caldo, il vento giusto per veleggiare, e quindi armati di costume si raggiunge in barca la baia di Santa Maria, dove troneggia una ex torre (ne rimane in piedi solo una metà) e una piccola chiesetta immersa nel verde, posto incredibile, queste sono le uniche 2 costruzioni che si possono vedere, e per arrivarci a piedi c'è solo un sentiero (che parte da Macinaggio)... acqua azzurro-verde, occhiate a farti il solletico ai piedi (e anche l'acqualina in bocca!).



Ma sono già passati 4 giorni in questa splendida terra ancora selvaggia, è ora di tornare... il mare ci aspetta, una traversata che ci porterà, durante la notte, verso Genova. Il vento ci concede il piacere di poter "giocare" al timone fino a sera, poi i turni, la luna, i giochi con la barca gemella e le luci di Genova che si avvicinano, come la fine di questo piccolo viaggio.

Il tutto offerto da SailActivity: noleggio, vacanze, regate per gli amanti del mare, per sentire... il calore dell'equipaggio!!!!!

Mare, mare, mare...

Ora raccolgo le idee, ancora belle fresche, e si riparte con la Corsica!
a presto

"trasferimento" ovvero da Lipari a Genova



Lo sapevo che non dovevo provare, che poi non sarei riuscita a non tornare indietro, e invece alla fine, mi sono lasciata andare.
Ma quanto è bello viaggiare in barca a vela?
A capodanno non avevo intuito, causa il poco vento e troppo motore.
Ora invece, di vento ne abbiamo preso, anche se sempre sul muso.

Si arriva a Lipari, isola e paese, dopo un viaggio incredibilmente sincronizzato tra aereo, treni e traghetto, e si sale in barca.
Poco dopo però si va' a mangiare... cena di arrivi e partenze, ovviamente pesce, una tagliata di tonno che si scioglieva in bocca, indescrivibile! (E Pulera via Isabella Vainicher Conti, Lipari)
Porto Pignataro sarà la nostra base per i primi 3 giorni, tra imbarchi, sbarchi, problemi al motore e troppo vento si rimane fino a martedì.



Lipari
Che fare? un giorno libero, sole, caldo, e allora via, si affitta uno scooter (x info: 20 euro il 50 e 30 il 125) e si fa' il giro dell'isola. Di angoli ce ne sono, le Terme di Calogero, abbandonate, anche se veramente storiche, ma nessun problema, se volete informazioni un signore amante del luogo fa da cicerone abusivo!
Le cave di Caolino e di Pomice...



Arriviamo a Acquacalda giusto all'ora di pranzo, l'idea: un'insalata! macché, come si può resistere? e così, ci lasciamo tentare e cadiamo nella rete del pesce... e che buono! l'Anfora, via Lungomare, Acquacalda



A panza piena si ritorna indietro, gustando i panorami persi, isole in lontananza, mare, sole, nuvole, vento...





non sapevo che foto scegliere... ve le cuccate tutte e 2!!!!!!!

Vulcano
Si doveva partire ma nulla, si doveva andare a Salina ma nulla... alla fine prendendo un barchino al volo ci troviamo a Vulcano! Che poi non è proprio una seconda scelta. Una salita (e sono 3 euro) a vedere le 'fumarole' e sentire la puzza di uovo marcio si deve pur fare, il tutto accompagnato dalla visione del cratere da un lato e tutto l'arcipelago intorno...



ovviamente la parte più divertente... è la discesa!



Finalmente domani si parte... però il cielo ci regala ancora un'emozione...



Si parte! Destinazione Venturini... ma la non precisione del nostro capitano con il gps ci porta alla vicina Ponza. Wow prima notte in mare in barca, prima onda che arriva e che mi schiaffeggia... -bé Deborah forse puoi anche andare a dormire-, così vengo graziata per i turni, mi metto sotto e incastrata per non volare riesco pure a dormire! Si arriva a Ponza nel primo pomeriggio, Chiaia di Luna, non nel porticciolo ma all'ancora, cala stupenda, pareti, mare trasparente, riparo dal vento, costume, bagno!



Poi... dopo il risveglio di chi effettivamente ha lavorato nella notte, travolgimento equipaggi, la barca dove sono decide di andare verso terra causa problemi, sull'altra un ragazzo decide di scendere a terra causa mal di mare... Così salto su Egizia, a sostituire il povero Roby. Intanto ci si gode insieme il tramonto sulla Chiaia...



Si riparte, destinazione ancora ignota, ma la zona è l'arcipelago Toscano... poi dove arriviamo arriviamo! Dipende dal vento e dal mare, e dalla nostra resistenza (o bravura?). Così parto con quella che diveta la "nave scuola" ore di didattica per capire il funzionamento di vele, drizze, scotte, genoa, boma, randa... ma come faccio a ricordarmi tutto? impossibile!



Infatti lascio timonare loro!
arriviamo per mezzogiorno al Giglio, per fare un pieno carburante -che non si sà mai-, poi... grazie ai simpati gestori che non ci lasciano un posto, ripartiamo alla volta dell'Argentario, ormai per arrivare a Capraia è troppo tardi. Così ci dirigiamo verso Cala Galera, dove troviamo posto e passiamo almeno la notte tranquilli per riposare.



Ultima tappa
Si parte la mattino verso Genova, sarà lunga, il vento non è nostro amico. Infatti... -passeremo mai l'Elba?-. Forse no, ore dopo ti giri, Argentario da una parte ed Elba dall'altra!



In serata si placa il vento, gira dal lato giousto per farci divertire qualche ora, finalmente una notte non bagnati! E poi... che alba incredibile, mare olio che riflette il sole che sorge, la mente un po' intontita dalle ore perse di sonno... ma felice, si, penso che la barca non la dimenticherò, anzi... CI TORNERO'!



E di sicuro!
Prima cosa corso in modo da sfruttare e ricordare le poche cose imparate in questo magico giro, e poi... perché è troppo bello e non si può non andare!



Arrivo a Genova tutti insieme, recuperiamo al mattino anche l'altra barca, lanterna, porto antico, bigo, pontile, vino bianco... si scende, è finita, per ora, ma come mi ha suggerito qualcuno in barca -non si può ripartire se non si è ritornati!-

Per provare queste emozioni e stare bene, ma proprio bene...
SailActivity

Aragóna

si, lo ammetto...
sono di nuovo scappata!
questa volta in terra di Aragóna, Spagna. Un piccolo giro di solo 5 giorni, ma almeno un'idea dei posti me la sono fatta, e devo dire che meritano, sia i paesini, che la gente, il paesaggio, il cibo...


Arrivo a Zaragoza, in aeroporto, c'è un bus ogni 30 min che porta in centro (non troppo veloce... ci mette 45 minuti!!!!!!!!! ma almeno costa sola 1,70€... il taxi intorno ai 13-15€). Ormai è sera, sono con la mia tenda ma il cielo non promette nulla di buono e quindi... Hostel! io ero al Albergue juvenil zaragoza, era il mas barato, 16€ x una notte in camera da 4, il posto è molto carino e rifatto nuovo ora ora, ma non ti danno neanche un tazzone di caffé x colazione.


Fuori, la vita notturna, o meglio serale, le vie si animano di gente, ferma nella Plaza St. Maria, a gustare la mia birretta (costa solo 2,25€!) osservo il via vai.
La parte del centro storico (el tubo) devo dire che è molto carina e piena di locali, le luci del tramonto danno un tocco particolare, a dominare il tutto la Basilica del Pilar, ovviamente in Plaza del Pilar.

Ma la città non fà x me, o meglio, avevo voglia di aria aperta, di monti, di cielo... e quindi scappo subito al mattino per visitare il Castillo de Loarre, devo dire che è imponente, Loarre rimane appena in alto, dove finisce la pianura aragonese, e il castello si trova abbarbicato sopra a delle paretine (di calcare) a qualche km dal paese.


Huesca
Sempre vista di passaggio (è il nodo per i bus, che di qui partono per raggiungere Jaca o Sabiñanigo e altri posti), ma la Plaza de la Catedral, con la sua cattedrale è da vedere, in Plaza Aulle trovate l'Officina de Turismo.


Continuo verso i monti, ovviamente in bus, per raggiungere Puente la Reina, e proseguire il giorno dopo verso Hecho, ma nessun camping, si deve quindi proseguire, e a metà strada con Santa Cilia si trova il Camping Pirineos, posto un po' fighetto, dotato di piscina e altre cose, fatto a posta in modo che tu rimanga lì a consumare tutto quello che può offrire il campeggio (tenda+persona 12,76€, cena completa 16,08€). Il paese più vicino è Santa Cilia (3 km) in cui troverete solo un "rifugio del pellegrino" e forse un bar, io ero partita con l'idea di farmi una passeggiata e cenare fuori... ma causa lavori nulla, sono dovuta tornare al camping.


Nel tragitto in bus, tra Ayerbe e Puente la Reina, passo sotto agli spettacolari Los Mallos, la voglia di tornare con anche delle scarpette aumenta...
Girando in bus bisogna fare bene i conti con i tempi, di bus che vanno verso il Pirineos sono pochi, a volte uno solo al giorno..., infatti rinuncio a Hecho x mancata coincidenza e proseguo per Jaca.

Jaca
Dei paesini è forse quello più carino, il centro è rimasto com'era, con le sue stradine, i negozieti, i mille locali, mentre fuori le casone costruite di recente non stonano troppo con il resto del paese.


Da vedere di sicuro la Ciudadela, o almeno provare il prato fuori, è ottimo per appisolarsi con il libro e ustionarsi la pancia! Tra Plaza Catedral e Plaza San Pedro si trovano svariati locali e negozi, anche l'officina del turismo. Il passeggio serale si protende per Calle Mayor, dove ad un angolo si trova il bar del momento, la sera quasi non si passa dalla gente fuori che sorseggia la sua cerveza. Se volete però togliervi lo sfizio, Casa Fau, in Plaza Catedral, sedetevi al bancone e provate gli sfiziosi bocadillo che vi trovate davanti!



Se si è in tenda, l'unico campeggio disponibile è il Camping Victoria, molto + spartano dell'altro, il costo è di 5€+5€ tra tenda e persona, unico problema... loro hanno dei gattini mooooooooolto carini, ma questo non gli ha impedito di farsi le unghie sulla mia NUOVA tenda... sic sic... ovviamente protestare non è servito a nulla, neanche un piccolo sconticino...

Jaca 10.15 - Sabiñanigo 10.30 (1,50€)
Sabiñanigo 11.00 - Torla 12.00 (3,15€)
Finalmente ho tutti gli orari dei bus e posso raggiungere la mia meta principale: il Parco de Ordesa y Monte Perdido.


Che dire? È proprio bello!
Torla è un piccolo paesino che da come è tenuto potrebbe essere in svizzera!
L'ingresso del Parco si trova più avanti, ma qui si possono trovare tutte le informazioni sulle escursioni che si possono fare all'ufficio del parco, ma solo in luglio e agosto c'è il bus-navetta che porta fino al Centro Visitantes e Pradera dove c'è anche il posteggio, e dove, in teoria, si dovrebbe partire.
Se uno gira con i mezzi, l'unica alternativa all'autostop è un sentiero che ti porta alla Pradera in circa 2 ore... però bello e piacevole in mezzo al bosco, io ho proseguito lungo la valle, facendo il giro classico per raggiungere una delle cascate più famose: la Cola de Caballo.


Lungo il sentiero si passa per la cascada Arripas, la cascada La Cueva e la spettacolare cascada El Estrecho (1 ora circa dalla Pradera), per continuare e raggiungere il Circo Soaso, bello, anzi bellissimo!


Dalle cascate ci và un'altra oretta a raggiungerlo, e in fondo si trova appunto la Cola de Caballo, con sullo sfondo la cima del Monde Perdido. Da qui per prosegiure il sentiero sale, ma il tempo era poco (in totale da Torla sono quasi 5 ore!!!! per non parlare dei km...), il bello è che si fà molto veloce, il sentiero ha una pendenza costante, mai troppo tirata, ed è impossibile perdersi.


A Torla ci sono diversi campeggi, ma quello più vicino al paese è il camping Rio Ara, comodo, carino, e piantare la tenda su un prato vero è fantastico x la schiena, per non parlare del panorama (tenda+ persona 9€).

Finito il tempo a disposizione... si ritorna a Torino... ma tornerò!

casa!



a volte bisogna saper apprezzare anche queste cose...
il tuo terrazzo, la brezza che sfida il caldo, le piantine appena messe, un tavolino improvvisato, una bottiglia di vino, una candela, il profilo dei tetti stagliati contro il cielo...

bello girare, ma anche stare bene dove si è!

perché anche questa, in fondo, non sarà mica x sempre la mia casa...
ma solo un lungo viaggio a torino...

a volte il non poter fare ti può cambiare la vita!






certo che zampettare con delle stampelle in sardegna non è il massimo...
ma è sempre meglio che ammuffire a torino!
quindi anche se con la caviglia distorta il biglietto per la sardegna l'ho preso ugualmente. si approfitta del raduno speleo per una settimana in sardegna, come si può dire di no? impossibile!
e poi, se riuscivo a resistere i primi giorni arrivavano gli amici per il raduno... infatti è andata così.
certo, ora dovrò ritornare per godere delle bellezze e del paesaggio, ma solo l'idea di essere fuori, di essere via bastava.
azzoppata poi ho dedicato più tempo nelle 'relazioni' sociali, cosa pericolosa se passi le giornate con persone che gli piace viaggiare, che... come te sentono il bisogno di andare... e quindi torno con la voglia di un biglietto, come sempre, per andare via.



ultima notte, sulla spiaggia... solo il sacco a pelo, dormire sotto le stelle e svegliarsi guardando l'alba... come tetto solo un cielo di stelle...